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Filatura
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La mwdafilatura è la sequenza complessa di operazioni necessarie alla trasformazione delle mwdqfibre tessili in mwdgfilato oppure filo. Filatura (mwdwfilanda, mweafilatoio) è anche il nome dello stabilimento industriale in cui avviene tale lavorazione.
Contents
• Storia
• Filatura
• Note
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Definizione
Lo scopo essenziale della filatura consiste nell'ottenere un prodotto finale il più possibile omogeneo, ovvero dotato di uniformi caratteristiche di mwgqresistenza, mwggtitolo, mwgwcolore, pulizia ed mwhaelasticità. In sostanza la filatura è un insieme di operazioni che trasforma una mwhqfibra grezza in un filato. Il filato è un filamento resistente, omogeneo e sufficientemente lungo per poter essere usato sia nella fabbricazione dei mwhgtessuti, sia nella confezione a maglia e anche come filato per mwiacucito o anche mwiqricamo.
Premesso che le fibre possono presentarsi in fiocco (lana, cotone, ecc) o a filamento continuo (seta e mwiwfibre sintetiche)cite-ref-1[1], la filatura può essere eseguita su:
• Fibra in fiocco corta
• Fibra lunga in fiocco
• Fibra a filamento continuo
È inoltre da precisare che le fibre sintetiche possono essere altresì tagliate e trasformate in fiocco. Lo scopo di tale operazione è quello di poterle lavorare insieme, ad esempio, ad altre fibre non a lunghezza illimitata. Le fasi di lavorazione cambiano in relazione alla tipologia della fibra di partenza, in particolare sulla base della lunghezza delle fibre.
Per trasformare una massa di fibre in un filato l'operazione indispensabile è la mwlgtorcitura. Il filato è il prodotto derivato dall'unione di una grande quantità di fibre tessili che, generalmente, presentano caratteristiche di sofficità, a differenza del filo che è sottile, di lunghezza teoricamente illimitata, formato da una o più bave di mwlwseta o di mwmafibre sintetiche o artificiali, filate in continuo; rispetto al filato, esso risulta solitamente di sezione più regolare, liscio, rigido, brillante, ma meno morbido e termicamente meno isolante.
• la mwmwfilatura propria, detta anche filatura tradizionale, è l'insieme delle operazioni necessarie alla trasformazione delle fibre tessili (esclusa la mwnaseta) in filato.
• la mwngfilatura impropria descrive tipicamente la produzione delle mwnwfibre artificiali e sintetiche con la mwoafiliera.
Filatura tradizionale
Storia
Per mwtgtorcere le fibre tessili il primo attrezzo utilizzato dall'umanità furono le mani. Era un lavoro lungo e complesso, che già nel mwtwNeolitico veniva eseguito con l'aiuto di un mwuafuso del tutto identico al modello oggi usato in mwuqsud America e mwugAfrica (e in passato nel mwuwsud Italia e mwvanord America). Il fuso dell'mwvqantichità era formato da un bastoncino (lungo una spanna) infilato in un tondino forato (largo 4–6mwvg cm). La rotazione impressa al bastoncino, prolungata dall'inerzia del tondino, torce le fibre che vengono legate al fuso, che nel girare accumula sul bastoncino il filo fatto. La filatura era un lavoro lungo e poco produttivo (un alacre filatore poteva produrre giornalmente appena qualche etto di filo), motivo per cui essa impegnava una considerevole fetta della popolazione, soprattutto donne e bimbi. L'esigenza di velocizzare la lavorazione portò in epoca medievale alla costruzione dei filatoi a pedale (detti anche mwvwarcolai, mwwafilerine, filatoi), ossia di apparecchi in legno che il filatore azionava premendo un pedale. Il primo filatoio a pedale risale al mwwq1280.
Nella metà del mwwwXVIII secolo con la mwxarivoluzione industriale si avviò la meccanizzazione della filatura. Con l'invenzione nel mwxg1733 da parte del meccanico inglese mwxwJohn Kay della "mwyaspoletta" o "navetta volante" ("flying shuttle") per il telaio a pedale, la produttività dei tessitori aumentò notevolmente e il divario fra quest'ultima e la capacità produttiva dei filatori, già sbilanciata in favore dei primi (in un rapporto di 1:5), crebbe ulteriormente. Apparve allora chiara l'esigenza di concentrare ogni sforzo nel miglioramento del processo di filatura, che costituiva il collo di bottiglia dell'intero processo tessile.
Nel mwyw1764 mwzaJames Hargreaves inventò il primo filatoio meccanico a lavoro intermittente (mwzqmwzgSpinning Jenny o mwzwmwaaGiannetta), brevettato nel mwaq1770. Nel mwag1769 mwawRichard Arkwright lo azionerà con una ruota idraulica realizzando la mwbaWater frame. Nel mwbq1779, mwbgSamuel Crompton, combinò il progetto idraulico di Arkwright con la mwbwJenny di Hargreaves, brevettando la mwcaMule Jenny. Nel mwcq1785 mwcgEdmund Cartwright vi applicherà un mwcwmotore a vapore. I francesi, ritardatari della rivoluzione industriale, contribuirono al perfezionamento delle macchine. Il mwdameccanismo Jacquard, ideato da mwdqJoseph-Marie Jacquard nel mwdg1804, consentiva la realizzazione di disegni in stoffa mediante l'utilizzo di cartoni perforati.cite-ref-2[2]
Ciclo della filatura tradizionale
La filatura richiede delle fasi di lavorazione dei materiali indispensabili alla preparazione delle stesse, differenti a seconda delle fibre utilizzate,
• mwhqPreparazione: apre, miscela e pulisce il materiale, prevede la mwhgbattitura per la lana lo sfibramento con la mwhwgramola per il lino.
• mwiqmwigCardatura: districa le fibre, dandogli un certo ordine
Per giungere alla
• mwjgFilatura: torce le fibre trasformando l'ammasso cardato in cordone più o meno sottile che è il filato.
Che può essere seguita da finiture strutturali o estetiche come:
• mwkgBinatura: accoppiamento con torsione di più capi per ottenere un filato più robusto e più stabile.
• mwlaLavaggio
• mwlgmwlwTintura
Filatura della seta
La seta non viene filata (essendo la bava prodotta dal mwmwbaco da seta già un filo), il dipanamento del bozzolo si chiama mwnatrattura, per le fasi della produzione di un filato di seta vedi:
Filatura industriale
La filatura industriale è effettuata da batterie di macchinari che funzionano in modo completamente automatico. Le fasi di lavorazioni cambiano in relazione al tipo di prodotto voluto. Le operazioni per la filatura lunga prevedono:
• Pulitura con cernita e lavatura
• Apertura
• Battitura
• Cardatura
• Pettinatura (non si fa per le fibre corte)
• Nastro cardato
• Stoppino
• Filato
• Operazioni complementari
La filatura industriale prevede le seguenti fasi:
Preparazione
• Pulizia e depolverizzazione con mwsgaria compressa
• Mischia: miscelazione delle fibre provenienti da balle diverse o di materiali diversi.
Cardatura
Ha lo scopo di orientare le fibre in un'unica direzione (parallelizzazione), tramite apposite macchine chiamate carde od "assortimenti di carde". La carda è costituita da cilindri rotanti di grandi dimensioni (tamburo e pettinatore) muniti di denti metallici di opportuna finezza e numero, registrati tra di loro a pochi centesimi di millimetro (da 40 a 15 progressivamente), da organi ausiliari cardanti (lavoratori e volteggiatori) e da numerosi altri organi ausiliari (volante, sopravolante, sottovolante, entrate, rouletabosse); le fibre passano attraverso queste due superfici mobili munite di punte, per essere districate ed orientate, fino a ridursi di passaggio in passaggio in un velo di fibre parallelizzate che viene trasformato in mwtgnastro cardato (piatto) nell'ultima parte della macchina detta "divisore".
Pettinatura
Ha lo scopo di aumentare l'omogeneità e la parallelizzazione delle fibre, scartando le più corte.
Stiro o stiratura
Ha lo scopo di mescolare e regolarizzare fibre di diverso genere o diversi lotti dello stesso genere (ad esempio fibre sintetiche con fibre naturali) e rendere uniforme lo stoppino, procedendo ad una serie di accoppiamenti e successivi stiraggi (tramite stiratoi) fino ad ottenere un numero determinato di fibre in ogni punto dello stoppino stesso in modo da fargli raggiungere, durante la successiva fase di filatura, il titolo desiderato, cioè la finezza desiderata.
Filatura
Lo stoppino risulta assai poco resistente; per ottenere un filato tenace ed omogeneo, è quindi ulteriormente assottigliato tramite torsione per mezzo dei cosiddetti "banchi a fusi". Lo stoppino proveniente dai "banchi a fusi" subisce infine la torsione definitiva e l'avvolgimento su mwvqrocchetti o bobine (bobinatura) nei filatoi che possono essere intermittenti (mwvgselfacting) o continui (ad alette o ad anelli).
Roccatura
I fusi di filato prodotti dal filatoio ad anelli (ring spinning) vengono svolti dalla roccatrice e riavvolti sotto forma di mwwqrocca che solitamente è di forma troncoconica e del peso che varia dai 900 grammi ai 3000 grammi.
Eventuali trattamenti nobilitanti come: binatura, ritorcitura, gasatura e tintura.
Filatura cotone pettinato
Filatura laniera cardata
Il ciclo di filatura laniera cardata è destinato alla lavorazione delle fibre che, per la loro limitata lunghezza o per la loro specificità, non possono subire l'operazione di pettinatura e quindi confluire nel ciclo di filatura pettinata.
Titolazione
Il mwzwtitolo di un filato indica la finezza del medesimo. Si sono utilizzati numerosi modi per misurare il titolo, ora il più usato è il titolo metrico Nm, che indica il numero di km di filo che si ottengono con un Kg di fibra. Nm 44 significa quindi che 44000 metri di filo hanno il peso di un Kg. È ancora spesso utilizzata la forma "1/44" che esplicita la condizione di filo singolo avente titolo Nm 44. La dizione "2/44" ad esempio invece esplicita la condizione di un filo ritorto a due capi ottenuto a partire appunto da due fili Nm 44.
Note
cite-note-11. ↑ mw1gmw1wmw2aCopia archiviata (mw2qmw2gPDF), su mw2wrelisys.it. mw3aURL consultato il 30 marzo 2013 mw3q(archiviato dall'mw3gurl originale il 19 settembre 2009).
cite-note-22. ↑ mw4gEnnio De Simone, mw4wStoria economica, Milano, Franco Angeli, 2010, pp.mw5a 64, 65, 66.
Voci correlate
• mw6aGlossario di tessitura
• mw7aMuseo del tessuto
• mw7gElettrofilatura
• mw8aFilatura dei polimeri
• mw8gFilo
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su filatura
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) spinning, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mw-qAntichi Filatoi - Museo Virtuale Delle Arti Tessili, su museocaprai.it.